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sabato 24 maggio 2014

Un incendio evitato

La Famiglia Cristiana, 9 febbraio 1894

S. Croce, 7
(Un grave incendio fortunatamente evitato). Ieri circa l'una pom. in una cucina di Balbido si sviluppava un incendio essendo assenti tutti gli inquilini di casa.
Il nuovo i.r. capoposto di gendarmeria di Cavrasto, sig. Dorigatti, trovandosi vicino in pattuglia, s'accorse tra i primi del fumo insolito che usciva dalle finestre della casa e s'alzava al cielo.
Corre rapido sul luogo, chiama aiuto di salvataggio, ed in meno di mezz'ora arriva ad impedire un incendio di gravi conseguenze.
Lode al vigile gendarme, un bravo di cuore a tutti i coraggiosi che l'aiutarono nel momento del pericolo.
B.
Processione a Balbido, anni '30


martedì 20 maggio 2014

L'epidemia di tosse convulsiva nelle Giudicarie

La Voce Cattolica, 30 gennaio-23 febbraio,  1886

Tosse convulsiva: -Drò e Pietramurata, 26 casi, 9 guariti, 3 morti, 14 in cura. Bleggio Sup., 227 casi, 124 guariti, 103 in cura. Stenico, 109 casi, di cui 89 guariti, 5 morti, 15 in cura. S. Lorenzo, 62 casi, 2 guariti, 2 morti, 58 in cura. Terragnolo, 21 casi, 4 guariti, 2 morti, 15 in cura. Storo, Anterivo e Trodena, nessun nuovo caso, da quanto pare.

Tosse Convulsiva: -Drò e Pietramurata, 23 nuovi casi, in tutto 122 di cui 101 guariti, 9 morti, 12 in cura.
Bleggio Superiore. Cessò affatto la epidemia, che colpì 304 bambini, di cui uno morì.
Stenico, nessun nuovo caso.
S. Lorenzo, un nuovo caso, in tutto 85, di cui 4 guariti, 9 morti, 72 in cura.
Comano, 23 casi

martedì 8 ottobre 2013

L'incendio di Balbido

“La Voce Cattolica”, 7 ottobre 1882, n. 114

Incendio.- Una lunga lettera da Balbido, troppo lunga per essere stampata intera, ci descrive un incendio scoppiato la notte del 2 corr. nella canonica e che si estese anche a qualche piccolo stabile annesso distruggendo ogni cosa a 6 povere famiglie. L'utile opera prestata dai pochi pompieri fa scrivere al corrispondente:
“Speriamo che questi recenti incendi (N. 5) verranno a far meglio apprezzare e quindi a promuovere questa sì benefica istituzione, che aumentata in numero e ben addestrata, può, in simili emergenze, essere di tanto vantaggio, ed insieme di tanto conforto e sicurezza per questi paesi, che, in parte coperti ancora a paglia, versano in un continuo pericolo...

“Se non fossero ancor freschi gl'immensi guasti cagionati dalle testé passate inondazioni, dai quali resta eclissata questa nostra sciagura, ardirei raccomandare queste sei povere, poverissime famiglie alla pubblica beneficenza, ma per questa volta ci sarà gioco forza rimetterci unicamente in mano della Provvidenza, acconsentendo di buon animo che i frutti della pubblica carità vengano devoluti a coloro che forse versano in condizioni più lagrimevoli delle nostre, sebbene non scorga differenza nell'essere spogliate di una casa o dall'acqua, o dal fuoco. Per questa volta penso non avremo a nostro confronto che il solatium miseris socios habere malorum”.