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martedì 20 maggio 2014

L'epidemia di tosse convulsiva nelle Giudicarie

La Voce Cattolica, 30 gennaio-23 febbraio,  1886

Tosse convulsiva: -Drò e Pietramurata, 26 casi, 9 guariti, 3 morti, 14 in cura. Bleggio Sup., 227 casi, 124 guariti, 103 in cura. Stenico, 109 casi, di cui 89 guariti, 5 morti, 15 in cura. S. Lorenzo, 62 casi, 2 guariti, 2 morti, 58 in cura. Terragnolo, 21 casi, 4 guariti, 2 morti, 15 in cura. Storo, Anterivo e Trodena, nessun nuovo caso, da quanto pare.

Tosse Convulsiva: -Drò e Pietramurata, 23 nuovi casi, in tutto 122 di cui 101 guariti, 9 morti, 12 in cura.
Bleggio Superiore. Cessò affatto la epidemia, che colpì 304 bambini, di cui uno morì.
Stenico, nessun nuovo caso.
S. Lorenzo, un nuovo caso, in tutto 85, di cui 4 guariti, 9 morti, 72 in cura.
Comano, 23 casi

sabato 17 maggio 2014

Un affettuoso e dolente addio

La Famiglia Cristiana, 2 giugno 1893

Quadra, 31
(Affettuoso e dolente addio) Nel punto in cui l'impareggiabile don Lorenzo Guetti ci lascia per assumere la curazia di Fiavé, noi, senza tema di offendere la di lui modestia, vogliamo dare pubblico sfogo ai sentimenti di affetto, ammirazione, gratitudine che ci traboccano dal cuore. Don Lorenzo ci fu per lunghi anni padre, maestro, fratello, amico nel più largo senso della parola. Egli, zelantissimo nell'esercizio del sacro ministero, ci spezzò il pane della cristiana dottrina insegnandoci le leggi della giustizia, dell'onestà, della carità fraterna; egli l'educatore dei nostri figli, l'aiuto dei bisognosi, il consolatore degli afflitti, il consigliere dei dubbiosi, il pastore paziente e pietoso per le pecorelle erranti. Il suo carattere operoso, il suo spirito iniziatore piantò le basi del benessere materiale nella sua Quadra, allargandone per tutte le valli di Giudicarie i benefici frutti. Agronomo esperto e passionato, economo di larghe vedute, fondò le Famiglie cooperative, iniziò le Casse rurali di risparmio e di prestito, lavorò, scrisse, pur di riuscire a sollevare la miseria delle nostre popolazioni rurali. Al soave accento della sua parola franca, amorosa, disinteressata, tacciono i dissidi, sfumano le difficoltà, si rasserenano gli animi; egli parla, convince, va innanzi coll'esempio, insegna coi fatti. Due grandi ideali sorridono al suo animo generoso, Dio e la Patria, e si può dire che la sua vita si esplica e compendia in essi. A ragione si piange in Quadra la sua partenza.
O padre amatissimo e desiderato, è doloroso il perderti dopo averti posseduto; nè v'è speranza che il vuoto della tua lontananza venga riempito. Tu parti, ma noi ti seguiamo col desiderio, col cuore; anche lontano tu devi amarci come sempre ti ameremo noi. Fortunati fiavetani, noi invidiamo la vostra fortuna; sappiate degnamente apprezzarla.

Gli abitanti di Quadra

giovedì 8 maggio 2014

Vi affido nelle braccia di Maria

La Famiglia Cristiana, 12 maggio 1893

Dalle Giudicarie Esteriori, 9
(Benedizione di statua). Chi si fosse trovato domenica sera sugli aprici pendii del paese di Quadra, sarebbe stato testimonio d'un commovente spettacolo. Avrebbe potuto ammirare quanto viva sia ancora nei Giudicariesi l'avita fede, qual sia l'amore che essi nutrono verso i loro Pastori, tanto più se questi, a bandiera spiegata, senza mezzi termini e sottintesi, lavorano come don Guetti per Iddio e per la patria.
E' d'uopo sapere che don Lorenzo Guetti, per espresse volontà dei suoi superiori, deve fra breve abbandonare l'amato suo gregge di Quadra, ove lascia perenni memorie non solo di affetti ma anche di numerosi benefizi spirituali e temporali, cui troppo lungo mi sarebbe pur accennare. E' destinato ad occupare il posto di curato a Fiavé.
Prima di partire volle affidare la sua greggia a N.S. del Sacro Cuore. A tale scopo s'adoperò per procurare alla sua chiesa una statua di N. Signora, la quale, eseguita dal distinto scultore G. Moroder di Gardena, riuscì assai bella. L'atteggiamento sereno e grave della Madre, che col dito c'invita a ricorrere al suo divin Figlio, ha un non so che di attraente; il Bambino poi con quel suo aspetto sorridente v'innamora. Par vivo, pare che parli, era la voce che si sentiva sulle labbra di tutti, ed in realtà pare proprio che col suo aspetto vi ripeta il dolce invito: Venite ad me omnes.
Domenica sera il m.rev. parroco di Bleggio si portava a Quadra per benedire la nuova immagine. Più di 100 candele (se non errai nel computo doveano essere 120 circa) ardevano sull'altare e attorno alla sacra immagine, tutte s'intende offerte dalla pietà dei buoni terrazzani, che numerosi e devoti stipavano il sacro tempio nonché il piazzale attorno. A questo numeroso uditorio il m. rev. paroco disse prima della benedizione alcune brevi parole, parole che, dettate dal cuore, strapparono sincere lagrime a più d'un ciglio. Ricordò loro come avanti alcuni anni la vita del loro Pastore era in gravissimo pericolo, anzi i mezzi umani sembravano ormai impotenti a vincere il morbo. Rammemorò come in tale frangente egli venne appositamente a Quadra per celebrare una Messa all'altare di N.S. del Sacro Cuore, né vana fu la speranza in Lei risposta: da quel momento la malattia prese una miglior piega, ed in breve tempo per intercessione di Maria l'amato Pastore venne ridonato alle dilette pecorelle. Ebbene, soggiunse, come pregaste allora e non indarno, così voi avete pur pregato in questi giorni perché non vi fosse tolto, perché più a lungo potesse prestare l'opera sua fra voi. Dio ha disposto altrimenti: confortatevi però, egli nel lasciarvi vi affida in braccio a N.S. del Sacro Cuor di Gesù. Conchiuse raccomandando amore e fiducia in Maria che dispone a suo piacimento del cuore del Figlio, che è Madre di Dio e Madre nostra tenerissima.
Uno schietto giudicariese

domenica 4 maggio 2014

Un bel gesto durante la fiera di Santa Giustina

La Voce Cattolica, 12 ottobre 1889

Pieve di Bono, 8 ottobre. - Certo Ant. Bondi di Larido (Bleggio Superiore) itosene alla fiera di S. Giustina perdeva il prezzo di una vitella pur mo' venduta, 6 napoleoni d'oro. Colle lagrime agli occhi corre di qua e di la, interroga quanti trova, ma tutto inutilmente. Persuaso oramai di dover subire il brutto tiro della fortuna ritorna sulla fiera; ed eccoci il sig. Raffaele Cia di Creto riconsegnarli il portamonete da lui ritrovato nel fango; e ciò senza esigere dal perditore neppur un centesimo. Un bravo di cuore al sig. Raffaele... Viva Dio! ve ne sono ancora sotto la cappa del cielo persone probe ed oneste.
Giudicariese

giovedì 1 maggio 2014

La processione e la partenza di don Guetti

La Famiglia Cristiana, 31 maggio 1893

Giudicarie esteriori, 23
(Nostra Signora del S. Cuore a Quadra - Il papa e gli incendiati di Marazzone - Consolazioni e lagrime - Speranza e desiderio)

Ritorno in questo momento dalle alture di Quadra, dopo aver passato colà due ore e mezzo di solenne e commovente festività religiosa, che non si dimenticherà sì presto. Si trattava della prima processione colla nuova statua di Nostra Signora del S. Cuor di Gesù; statua e festività che vanno pure a ricordare la partenza di quel primissario curato don Lorenzo Guetti. A ore tre e mezzo cominciava il sacro rito colla recita del s. Rosario, presieduto dal m. rev. paroco locale don Gio. Batta Lenzi, coll'assistenza del curato di Cavrasto don Volani e di don Luigi Bellotti, mentre il curato di Quadra come cerimoniere dirigeva quell'insolito e straordinario assembramento di popolo. Senza contare i numerosi forestieri, tutta la popolazione di Bleggio si avea data la posta a Quadra, e non esagero asserendo che più di 1500 persone assistevano a questa cara festività. Finita la terza parte del Rosario, ed intuonatesi le litanie della B.V. in gregoriano, cominciò la sfilata per la processione. Precedeva il s. Crocefisso portato dal Capovilla, confratello del SS. in mezzo a due altri con candela, indi i ragazzi col loro maestro, poscia gli uomini, i confratelli del SS. sacramento, il coro del paese, in fine la statua di N. Signora e il clero; dopo di questi seguiva il sesso femminile con alla testa un coro di ragazze, e le fanciulle della scuola tenute in ordine dalla maestra, indi le consorelle del SS., e il resto delle donne in fila lunga e compatta.
Veduta della Quadra, anni '30
Il rosario veniva recitato ad ogni tratto della processione da' confratelli e consorelle, mentre i due cori degli uomini e  delle donne andavano ripetendo ed intercalando una serie di laudi popolari in onore della B.V. Il suono de' sacri bronzi, il fragore de' mortaretti compivano l'imponente ceremonia. Le ville tutte per cui passava la sacra immagine erano addobbate da coperte, frondi, fiori ed archi. Solo Marazzone, nella sua triste desolazione, aveva le lagrime; que' residui anneriti dal recente incendio invocavano da N. Signora una speciale benedizione, e questa venne improvvisa, inaspettata. Arrivata la processione alla cappella di S. Rocco in Cavajone, e cantata la popolare canzone "Una madre abbiamo in cielo" il curato del luogo ascende il pergamo per parlare di Maria, a cielo aperto, a quell'immensa moltitudine di popolo. Ma quale la meraviglia, nel sentire anzi tutto che il Papa si ricorda di Quadra, e manda la sua benedizione ai poveri incendiati? Il curato premette, che tosto dopo l'avvenuta catastrofe dell'incendio di Marazzone, si rivolse a tutti per avere aiuto e soccorso materiale pe' suoi cari disgraziati. Che già fino d'adesso arrivarono sussidii e se ne aspettano ben maggiori; che perfino scrisse al S. Padre, non per aver denari, ma per avere aiuti spirituali, sapendo per esperienza che ove scende la benedizione del Papa tutto prospera e progredisce, ed ora ha la consolazione di preleggere la seguente lettera che fa conoscere il cuore generoso di Leone XIII anche verso i figli lontani.
"Illustrissimo Signore.
Il Santo Padre, a cui è pervenuta la lettera indirizzatagli da V.S. il 19 maggio corr., si è mostrato assai dolente per le notizie da Lei fornite intorno al disastro che ha colpito il villaggio di Marazzone in codesta parocchia. Ha quindi espresso, che imparte di cuore agli abitanti del villaggio medesimo la implorata Apostolica benedizione, estendendola altresì al costituitosi comitato di soccorso e a quanti concorreranno ad alleviare in qualsivoglia modo la sciagura di cui trattasi.
Nel renderla di ciò intesa, mi è grato dichiararmele con sensi di distinta stima.

Rev. d. Lorenzo Guetti                                                                            Roma 24 maggio 1893
Quadra                                                                                                    Aff. per servirla
                                                                                                              M. Card. Rampolla"

Indi passò a dire con accento franco ed affettuoso le lodi di N. Signora, mediatrice potente e misericordiosa presso il divin suo Figlio, e finiva coll'animare tutti alla vera divozione alla Madonna cessando dal peccato, non potendo questo giammai tollerarsi in un cuore che vuole essere divoto dell'Immacolata. L'ultima frase dell'oratore, che alludeva alla Sua partenza, e che usciva da un cuore sensibilmente commosso, strappava lagrime abbondanti all'affollato uditorio, ed in ispecie alle sue dilette ed affezionate pecorelle. Ripreso tosto il canto delle Litanie, la processione nel medesimo ordine fece ritorno alla Chiesa curaziale, nella quale venne data la benedizione colla reliquia della B.V. La sacra cerimonia si compiva dopo due ore e mezzo di durata, senza che si avesse a lamentare nissun disordine o bagordo, ma dando eloquente attestato di quella fede viva ancora robusta di cui è proverbiale il popolo giudicariese.
A serbare un ricordo ai posteri di tanta solennità, il curato del luogo faceva venire da S. Lorenzo il bravo dilettante in fotografia sig. Giovanni Brunelli, il quale, dopo aver riprodotta al daguerotipo la Sacra Icona, riprodusse in simil modo la sosta della processione in Cavajone, che riuscì in modo da raccomandare ai conterrazzani questo maestro popolare che con modico guiderdone si presta volentieri nell'arte sua. - Che Nostra Signora del S. Cuor di Gesù accompagni ovunque colla sua protezione don Guetti che parte dalla sua cura e da questa parocchia sinceramente ed universalmente pianto, ed ottenga presto a quel numeroso popolo vedovato un altro Pastore che a lui rassomigli è il desiderio di tutti ed in specie del vostro
D.