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domenica 10 agosto 2014

Il giorno natalizio dell'imperatore Francesco Giuseppe

La Gazzetta di Trento, 21 agosto 1866

Lomaso 18 agosto 1866
(Nostro carteggio particolare)
Oggi pel popolo di Lomaso fu giorno di festa. Ogni anno il popolo di Lomaso nel giorno natalizio di Sua Maestà l'augusto nostro Monarca correva numeroso e giulivo alla Chiesa Parocchiale per pregare dal Sommo Datore d'ogni bene e prosperità al cavalleresco nostro Imperatore, ed all'augusta Sua Casa, ma in quest'anno la folla fu immensa. Alle ore 8 ant. venne cantata la Messa solenne, alla quale intervennero le truppe stazionate in Campo, con alla testa in pieno uniforme tutta l'uffizialità, che faceva bella mostra di sé, tutto il clero della Parocchia, e col popolo tutte le persone distinte dei diversi paesi. Alle parti principali della Messa vennero fatte salve di moschetteria, e dopo la sacra funzione gli uffiziali col loro Maggiore, tutto il clero, ed altre notabilità intervennero in Canonica ad una refezione loro gentilmente offerta dal Molto Reverendo Decano di Lomaso Don Gio. Antonio Cattarozzi, e così terminò la solennità che non verrà mai dimenticata da questo fedele ed affezionato popolo.
Campo Lomaso sul finire dell'ottocento

martedì 8 ottobre 2013

Un furto alla sagra del Perdono d'Assisi

"La Famiglia Cristiana", 12 agosto 1895, n. 92

Campo Maggiore, 8 (rit.)

(Ladri.) La sagra più importante dell'anno in questo distretto è senza dubbio quella del Perdono d'Assisi di Campo Maggiore sia perché si tiene nella capitale morale delle Giudicarie esteriori, sia pell'epoca propizia dell'annata in cui cade, sia per antica tradizione essendoci stato colà un convento francescano, sia pel concorso sempre costante dei saltimbanchi, delle giostre e simili divertimenti popolari, sia perché dura due giorni, tenendosi nel secondo giorno fiera di animali.
Quest'anno essa divenne ancor più memorabile per l'intervento di ladri famosi, i quali nella notte del lunedì, quando il cassetto di uno dei principali esercenti era insolitamente ricolmo di danari, sfondata la porta della bottega, ne asportarono carte e quattrini per l'importo di 250-300 fiorini circa. Il furto fu fatto da persone pratiche del mestiere, giacché per ventiquattro ore continue stette perseverante questa i.r. Gendarmeria pattugliando nel paese, e solo quando essa si fu ritirata, venne perpetrato il colpo ladrone.
Sui giornali patri si legge di frequente di simili attentati e ladronecci. Che ci sia una lega? La vigile arma sta dunque guardinga, lasci in pace i cani senza museruola, e non perda d'occhio certe canaglie che gironzano di notte con grimaldelli o simili attrezzi.

Gli alveari italo-americani

"L'Agricoltore", marzo 1875

Il premiato Apicoltore Sig. Alfonso degli Onorati spediva da Campo Lomaso ai primi di Gennaio u.s. una dettagliata relazione dell'andamento dell'apicoltura nel 1874. La sovrabbondanza delle materie non ce ne permise la stampa nella puntata di Febbraio di questo giornale, ed anche in questa dovremmo fare altrettanto se non avessimo creduto miglior partito di darne ai nostri lettori un estratto subito, anziché differirne di troppo la pubblicazione per esteso.
L'egregio sig. Onorati incomincia dal constatare che l'annata trascorsa fu sfavorevole all'apicoltura anche nel Distretto di Stenico. La temperatura persistentemente bassa nel Maggio sospese l'attività già spiegata da tutti gli alveari, fece perire la massima parte degli sciami e non pochi ceppi. Le colonie superstiti risentirono il danno sofferto fino verso la fine di Luglio e solamente ai primi di Agosto poterono indennizzarsi reintegrando sulla rigogliosa fioritura del Saraceno le stremate provvigioni. Le stravaganze della primavera influirono sinistramente tanto sull'apicoltura empirica che sulla razionale, però gli attenti cultori di questa poterono attenuarne i danni e sfruttarne nel massimo grado il raccolto offerto dalle fioriture autunnali ricavandone qualche vantaggio. Ciò conferma ognor più la superiorità del favo mobile, del quale si vanno aumentando i seguaci nel Distretto di Stenico.
Premesse queste notizie generali, il sig. Onorati passa a parlare del suo apiario, dai cui alveari ebbe la fortuna di non avere sciame alcuno. Nell'Agosto e nel settembre ricavò libb. 180 di miele, prodotto scarso se si voglia tener conto delle famiglie che popolavano l'apiario in numero di 29, poche però di queste concorsero a dare l'accennato raccolto.
Il Sig. Onorati ci avea partecipato nel 1873 di avere iniziato delle esperienze sulle arnie italo-americane o Dudini e ricordiamo di avere in questo giornale augurato i migliori risultati alle esperienze di lui. Sembra che i nostri augurii abbiamo avuto compimento, poiché egli tiene attualmente popolate 8 arnie italo-americane e da una di queste ottenne il bel prodotto di libb. viennesi 50 di miele. Il sig. Onorati trae argomento da ciò per conchiudere, che l'apicoltura purché sia trattata razionalmente può venire esercitata con profitto anche in zone ed in annate di temperatura incostante.
Nell'atto che lo ringraziamo per la interessante relazione trasmessaci, esterniamo la speranza di veder figurare alla nostra prossima Esposizione gli alveari italo-americani, dei quali fino quì non vennero constatati i successi neppure nell' "Apicoltore" di Milano.